Pesticidi ed additivi nel pane confezionato
By admin • Nov 6th, 2007 • Category: Alimentazione, SaluteDa alcuni anni, ormai ha preso posto nella tavola degli italiani (e non solo) il tanto pubblicizzato pane in cassetta a lunga conservazione. Solo in Italia nel 2006 sono stati venduti 49.200 tonnellate di prodotto, con un aumento del 16,4% rispetto all'anno precedente. Il sito internet distribuzionemoderna.info asserisce che tale incremento è dovuto alla forte spinta promozionale e al minor tempo a disposizione delle famiglie per acquistare il pane artigianale. Quello che le pubblicità non dicono, però, è che il pane industriale contiene una serie di ingredienti aggiuntivi che quello artigianale non ha, quali: un maggior contenuto di acqua e di aria (dovuta al procedimento CBP - Chorleywood Bread Process - che richiede grandi quantità di lievito di birra, più facilmente reperibile e di veloce lievitazione rispetto alla pasta madre utilizzata nel pane artigianale); l'aggiunta di grassi e un elevato contenuto di sale, per compensare la mancanza di sapore; l'aggiunta di alcool, che conferisce al pane maggiore mobidezza ma che abbassa notevolmente la soglia di sazietà cosicchè si tende a consumarne di più a discapito di linea e salute. Un ulteriore ed importantissimo punto a sfavore del pane industiale e più precisamente quello integrale, è la presenza di pesticidi. Secondo una ricerca del 2005 pubblicata dal "Pesticides residues committee" (www.pesticides.gov.uk), il pane integrale non biologico contiene livelli di residui di pesticidi più elevati rispetto ad altri tipi di pane, in quanto tali pesticidi tendono ad accumularsi nella crusca, la parte più esterna del chicco. Il rapporto indica che nei pani testati sono stati trovati residui di:
- glyphosate (N-(fosfonometil)glicina, C3H8NO5P) che è un erbicida non selettivo;
- chlormequat (un fitoregolatore che ostacola la formazione delle sostanze che favorisconol’allungamento delle cellule e quindi l’accrescimento della pianta; favorisce inoltre la formazione di piante più resistenti alle avversità ambientali e parassitarie ed un aumento della capacitàproduttiva della coltura);
- malathion (insetticida organofosforico);
- pirimiphos-methyl (usato nella conservazione).
Nello studio effettuato è risultato che nessuno di questi composti chimici superava la soglia limite consentita dalla legge, ma non per questo i componenti non risultano nocivi a lungo termine! Di seguito sono riportate due tabelle (tratte da aam terranuova - maggio 2007) nelle quali vengono messi a confronto il pane tradizionale con il pan carrè ed una tabella con gli ingredienti presenti in quest'ultimo.


Alcol etilico: conferisce al pane morbidezza abbassando però l'indice di sazietà e spingendo quindi il consumatore ad assumerne in proporzioni maggiori.
Sale: il pane confezionato ne contiene grandi quantità. I rischi per la salute sono l'aumento della pressione arteriosa (ipertensione) che può portare ad infarto e a problemi alle coronarie.
Glutine: migliora la lievitazione dell'impasto e la consistenza del pane. L'eccessivo consumo di questa sostanza è sconsigliato in quanto sempre più persone accusano disturbi dovuti alla sua intolleranza.
Strutto: si ricava dai grassi del tessuto adiposo del maiale e presenta un'elevata quantità di colesterolo.
Farina di soia: la maggior parte delle farine non sono di origine biologica e quindi è probabile che sia ogm (geneticamente modificata)
Destrosio, malto d'orzo, farina di frumento/orzo maltato: sono zuccheri utilizzati esclusivamente nel pane in cassetta e non in quello tradizionale ed aumentano notevolmente il potere calorico del pane.
Latte vaccino: viene utilizzato in quanto rende il pane più soffice e grazie ai suo grassi svolge un'azione simile a quella degli oli vegetali. Il suo consumo è sconsigliato agli intolleranti e ovviamente ai vegani.
Olio d'oliva: generalmente non si usa nel pane tradizionale (se non espressamente indicato) ed aumenta la quantità di grassi presenti nel pane e di conseguenza ne aumenta il potere calorico.
Oli vegetali: vengono utilizzati per le loro proprietà leganti e per la piacevole sensazione che lasciano in bocca. Generalmente viene utilizzato l'olio di palma, il più economico ed anche nutrizionalmente scarso.
Lievito: il pane tradizionale ne contiene 2 o 3 volte meno rispetto la quantità usata nel pane industriale. Un eccessivo consumo di lieviti ne aumenta l'intolleranza e produce sintomi quali intestino irritabile e candida.
[…] di lieviti ne aumenta l’intolleranza e produce sintomi quali intestino irritabile e candida. (Greentravel.it - Un viaggio nella natura